venerdì 29 maggio 2015

COMUNICATO CRAL EAV

lunedì 5 gennaio 2015

LETTERA APERTA AI VERTICI EAV




LETTERA APERTA AI VERTICI EAV
La rivincita, ma non finisce qui! 

Non poteva che essere così, non poteva che accadere in quel giorno, il 31 dicembre 2014, come per salutare l'anno nel modo più adeguato possibile ai mesi trascorsi. 
Gli ultimi anni del TPL campano sono stati tragici ed, ancor di più, quelli dell'EAV e della ex SEPSA; ma l'ultimo anno per noi, forse, è stato il peggiore. Noi siamo quelli che il 18 dicembre 2013, dopo l'ennesima aggressione al personale(che non si sono affatto fermate....)abbiamo affrontato a viso aperto la situazione e senza sotterfugi, canalizzando la rabbia in un blocco spontaneo del servizio perché ormai stanchi e del quale stiamo ancora aspettando le conseguenze di una denuncia e la restituzione della giornata lavorativa ingiustamente decurtata. Siamo quelli che, abbiamo saputo poi, veniamo additati come fannulloni e “LADRI” da questa dirigenza EAV, sol perché colpevoli di avere mantenuto un trattamento economico di miglior favore, tra l'altro previsto dai contratti nazionali vigenti.
Siamo quelli a cui, a due giorni dal Natale, hanno comunicato il cambiamento dei turni così come storicamente erano organizzati, penalizzando ancora una volta il portafogli di chi invece, vista la situazione in cui versa l'azienda, dovrebbe essere incentivato.
Ma non ci siamo lasciati intimorire ed abbiamo risposto colpo su colpo ad ogni intimidazione o vessazione, alcune volte abbiamo perso, altre ne siamo usciti vincitori.
Un anno nero, attraversato da promesse non mantenute relative al ripristino dei materiali e colpi alla nostra dignità.
Ma veniamo al 31 dicembre 2014, 'o fatto è chisto, stateci a sentire.... (citazione volutamente della Livella del grande Totò)
Il 31 dicembre 2014, all'approssimarsi della chiusura del servizio ferroviario alla SEPSA, si è verificato un guasto alla linea T.E. in prossimità della stazioni di Pozzuoli, guasto che, se non fosse stato riparato subito, avrebbe causato la non uscita del servizio il giorno successivo, 1 gennaio, ed il mancato rientro dei compagni di lavoro a casa, proprio la sera del 31.
Dopo tanti torti ricevuti si poteva anche pensare ad una mancanza di disponibilità del personale a risolvere quella difficile situazione in quella serata.
Invece, ancora una volta e dando uno schiaffo morale a chi in questi mesi ci ha additato con i peggiori aggettivi, si è dato fondo al senso del dovere ed alla nostra assoluta professionalità che rivendichiamo con forza!
Qualcuno di nostra conoscenza potrebbe dire “siete pagati per questo”, noi rispondiamo con i fatti ed i fatti dicono che l'intervento manutentivo sulla linea T.E., cagionato da assenza di manutenzione delle linee ferroviarie perché lo sfacelo riguarda non solo i treni ma anche le infrastrutture, ha consentito che il servizio ferroviario l'indomani uscisse regolarmente, che i colleghi rientrassero dalle loro famiglie, anche se in ritardo, per festeggiare l'ultimo dell'anno ed ha sottolineato ancora una volta, quanto questo personale è garante della mobilità dei cittadini dell'area, a dispetto di chi ha trascurato totalmente questo aspetto e parliamo dei vertici EAV.
Non abbiamo bisogno di essere glorificati e, ci sia consentito il gioco di parole, forse si corre anche il rischio di essere “patetici” per il troppo “pathos”; abbiamo solo fatto il nostro dovere in un momento in cui non c'era volontà di adempierlo ed era difficile farlo e nelle condizioni peggiori possibili.
Noi siamo quelli che non abbiamo nessun riferimento dirigenziale e, passateci il termine per una volta usato all'inverso, riteniamo interrotto il rapporto di fiducia con l'attuale dirigenza, la quale sembra quasi aver dimenticato che il colosso del trasporto su ferro è composto da ben tre rami ferroviari, ex SEPSA, ex Circumvesuviana ed ex MCNE.
Vogliamo ringraziare tutti quei “compagni” di lavoro, a vario titolo presenti, che hanno consentito, nonostante non fossero obbligati da niente, nonostante l'autoscala usata per l'intervento non abbia il riscaldamento e versa in condizioni pietose, nonostante avessero tutti fretta di rientrare per raggiungere i loro cari, che tutto ciò avvenisse.....conosciamo anche gli obblighi del R.D. 2328 in casi eccezionali come quello, ma siamo altrettanto convinti che, talvolta, le leggi andrebbero superate per dimostrare la rabbia dei lavoratori, non lo abbiamo fatto per senso di appartenenza, cultura del lavoro e rispetto per i colleghi, non certo per altro.
Un piccolo pensiero anche al nostro caro assessore Vetrella, il quale non perde occasione per gettare fango sui dipendenti di EAV, qualche volta male informato dagli stessi dirigenti, altre volte per questo suo eterno ruolo di difensore di diritti dei cittadini/utenti, senza un minimo di visione obiettiva dello stato del TPL campano e delle sue responsabilità, per esempio fino ad ora non lo abbiamo mai sentito ammettere le colpe del suo mandato!
Dicevamo, un piccolo pensiero anche per lui, così come le tante volte si è affrettato a vomitare fango sui lavoratori, usando anche argomentazioni false pur di metterci in cattiva luce e salvaguardare il suo operato, ci chiediamo come mai non sia stato informato di quanto accaduto il 31 dicembre, di come i lavoratori presenti quella sera si siano adoperati per garantire il servizio del primo gennaio pur non obbligati, come mai, alla stregua delle volte che ci ha attaccato senza motivo pur di nascondere la gestione fallimentare del TPL della sua giunta, non abbia fatto nessun annuncio teatral/popolare per elogiare quelle persone che quella sera hanno operato per il bene dei cittadini/utenti a cui egli tanto tiene!
Mancanza di informazione forse, caro assessore chieda all'amministratore unico ed al direttore generale di EAV, forse la sapranno erudire su quanto successo!
Abbiamo solo fatto il nostro dovere, lo ribadiamo e ne siamo orgogliosi e fieri, perché nessuno più di noi ama questa azienda, lo dimostriamo con l'operare quotidiano e nelle occasioni eccezionali come quelle accadute il 31 dicembre scorso.
Chiudiamo con un proverbio napoletano che, secondo noi, calza a pennello
"Chiacchiere e tabacchere e' lignamm 
o' Banco 'e Napule nun ne 'mpegna!" 

Buon 2015 e RI-benvenuti nel mondo reale!

I lavoratori SEPSA

Napoli 05/01/2014


mercoledì 3 dicembre 2014

COMUNICATO STAMPA ORSA

ECCO I RISULTATI OTTENUTI DA CALDORO E VETRELLA PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DAL 2010 AD OGGI:

- DIMINUZIONE DELLE CORSE DEI BUS E DEI TRENI

- DIMINUZIONE DEI POSTI DI LAVORO

- DIMINUZIONE DELLA SICUREZZA PER I VIAGGIATORI E PER I LAVORATORI SU TRENI E BUS

- DIMINUZIONE DEI FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE DEL SETTORE

- DIMINUZIONE DEGLI IMPORTI PER IL CONTRATTO DI SERVIZIO

- ANNIENTAMENTO DEGLI INVESTIMENTI PER NUOVE STAZIONI O LINEE FERROVIARIE

- AUMENTO ESPONENZIALE DELLA MICRODELINQUENZA SUI MEZZI DI TRASPORTO

- AUMENTO DEL COSTO DEI BIGLIETTI

- AUMENTO DEL'EVASIONE TARIFFARIA

- INSICUREZZA ECONOMICA DEI LAVORATORI A CAUSA DEI RITARDATI PAGAMENTI DEL CONTRATTO DI SERVIZIO ALLE AZIENDE

venerdì 17 ottobre 2014

Ricevo e pubblico

 
 


Ritorno alla democrazia in FILT Campania?!?

Mario Salsano sospeso da tutte le cariche sindacali

 Mario Salsano, è stato sospeso da tutte le cariche sindacali per tre mesi: questa è stata la sentenza che la Commissione di Garanzia interregionale sud della Cgil ha prodotto per il  ricorso di  due dirigenti Sindacali della FILT Campania, bruscamente allontanati dall’esecutivo e rispediti in produzione , dopo l’ultimo Congresso.

Un giudizio prodotto quando Salsano ricopriva ancora la Carica di segretario Generale della FILT Campania.

Una sentenza che tuona come il giudizio ultimo sulla “GESTIONE AUTORITARIA E ANTIDEMOCRATICA” dell’esecutivo retto da Salsano, che un attimo prima di ricevere tale pronunciamento del Comitato di garanzia, HA RASSEGNATO LE SUE “ SOSPETTE” DIMISSIONI motivandole con la sua perdita di “passione Sindacale”, e tutto questo a pochi mesi dal Congresso, nel pieno di grandi vertenze del trasporto in Campania, assicurandosi prima però di non ritornare in produzione, collocandosi anzitempo nel fondo di sostegno al reddito di Ferrovie dello Stato.

Tale sospensione va considerata come l’atto  di accusa iniziale su una conduzione di un esecutivo importante come quello della FILT in cui, per anni si è calpestata la democrazia e lo statuto, allontanandosi sempre più dai problemi reali dei lavoratori e delle lavoratrici. E su cui gravano gravi responsabilità politiche ancora da chiarire.

Esemplare il pronunciamento del Comitato di garanzia CGIL  che ha ritenuto Mario Salsano, in qualità di Segretario generale pro tempore della FILT Campania, colpevole di aver prodotto verso una ex segretaria regionale e un ex responsabile del dipartimento del tpl una palese violazione dei loro diritti sindacali.

Comportamento messo in atto già altre volte nella FILT  nel corso  del suo mandato in un crescendo pazzesco soprattutto nell’ultima fase.

Significativo è pure il trattamento  riservato nell’ultimo congresso alla ex Segretaria Generale della FILT di Napoli, non più proposta dai Centri regolatori,  perché il Segretario Generale Salsano aveva posto il veto su chi si era posto in opposizione alla linea politica sulla Vertenza TPL.

Tale atteggiamento antidemocratico del  Salsano, pone in controluce le responsabilità di tutto un esecutivo, e dei livelli nazionali e confederali locali, che quantomeno si sono resi complici di una “mattanza”.

Pertanto riteniamo questo sia il primo passo attraverso cui si possa ripristinare la Democrazia in FILT Campania e ci auguriamo che mai più ci siano dirigenti che nelle loro funzioni, utilizzino la propria carica per vendicarsi di dirigenti “ poco allineati “ e con modalità che di fatto ammazzano anche la minima speranza nella Democrazia.

Questo sarebbe un grave danno inferto prima alla Cgil, oltre che ai singoli.

Questa sentenza aprirà, ci auguriamo, una stagione di maggiore fiducia …..e di rispetto delle differenze.

Napoli, lì 17/10/2014

I Compagni e le Compagne di “ Democrazia e lavoro” FILT Cgil Campania

martedì 14 ottobre 2014

Ricevo e pubblico



Foto da www.ilmattino.it

Avv. Raffaello Bianco

On. Stefano CaldoroOn. Sergio Vetrella

Prof. Nello Polese

Dott. Pietro Voci

Dott. Antonio Marchiello

Ing. Sergio Negro

 

 

 

Oggetto: Caso C.L.P. spa. Interdittiva antimafia – Dichiarazioni di Vetrella. Fonte “Il Velino” del 9 ottobre 2014.

L’assessore Vetrella si abbandona ad una lunga dichiarazione in merito al gravissimo problema connesso alla interdittivaantimafia che ha colpito l’azienda di trasporto (privata) C.L.P. spa, alla quale è stato affidato l’esercizio delle linee dismesse da A.C.M.S., dichiarata fallita.

Preso atto che non parla del “buco” del passato (qualcuno glielo avrà proibito), tuttavia sono sollecitato ad esprimere una valutazione in merito alle sue esternazioni: cosa abbastanza facile per l’assoluta e appariscente incoerenza delle stesse.

Non parla del “buco”, ma continua a ripetere che egli difende l’utenza e i lavoratori; lo dice uno, cioè, che con pochi altri ha affossato il TPL Campano e dato colpo mortale al grande progetto di Metropolitana Regionale, mandando in crisi un intero settore, con le nefaste conseguenze che è del tutto inutile ripetere.

Ma veniamo al caso C.L.P., in odore di camorra.

L’assessore giustifica la permanenza nel settore di una azienda interdetta perché:

1) La gara è stata impugnata da C.L.P. spa innanzi al TAR Campania, che ha dato torto alla Regione. Nessuna meraviglia, la gara era sbagliata.

Si spera, dice l’assessore, in una vittoria al Consiglio di Stato.

Non occorre un bravo avvocato per affermaretranquillamente che, si vinca o non si vinca, la Regione ha imboccato la strada peggiore, perché C.L.P. spa rimarrà ancora per molti mesi nel settore, almeno sino a quando (è l’unanime auspicio) Vetrella passerà il testimone ad altri; e ci rimarrà ad esercire il trasporto con mezzi inidoneirispetto alla domanda, lasciando disoccupata una bella fetta di ex dipendenti A.C.M.S. che lottano per la sopravvivenza: tranne uno, privilegiato assunto in EAV srl con procedura illegittima e fraudolenta.

Mavivaddio, non c’è EAV srl, che è una società regionale, non c’è AIR, pure essa regionale, entrambe esercentitrasporto per conto della Regione (udite: in house!), a cui affidare le linee?

Ci poteva essere, ma non c’è più, EAV Bus srl, dichiarata fallita a pochi anni dalla costituzione, colpita dalla irresponsabile gestione degli uomini nominati da Caldoro.

2) Secondo l’assessore, però, un affidamento in via provvisoria e urgente non è consigliabile, perché “richiederebbe comunque tempi tecnici significativi…che verrebbero ampliati in considerazione di probabili assenze di collaborazione da parte del management della società” (Si deve intendere di C.L.P.)

Allucinante! A parte il fatto che non si comprende come l’assessore intenda accorciare i tempi di una procedura di gara e dei successivi passaggi rispetto ad un affidamento diretto ed urgente, non si è mai letta una dichiarazione da parte di una Istituzione di così grave debolezza, di resa e di impotenza. Per di più, nei confronti di una impresa in odore di camorra.

Mi scuso con chi mi legge (molti, oltre i destinatari), ma stavolta non mi viene la chiusura ad effetto, quella che Marziale chiamava “fulmen in clausula”: stoccata finale .

Il botto l’ha fatto l’assessore ed è insuperabile.

 

Napoli, 13 ottobre 2014Raffaello Bianco

 

 

 

sabato 4 ottobre 2014

Ricevo e pubblico

Avv. Raffaello Bianco
On. Stefano Caldoro On. Sergio Vetrella
Prof. Nello Polese
Dott. Pietro Voci
Dott. Antonio Marchiello
Ing. Sergio Negro


Oggetto: dichiarazioni di Vetrella.
Trasmissione Julie News – Il Corvo del 2-10 c.a.

Leggo una lunga dichiarazione dell’Assessore Vetrella sul quotidiano IL MATTINO di oggi 3 corrente, in relazione ai disservizi verificatisi sulle linee Cumana e Circumflegrea (ma quale giornata non è segnata da disservizi nel TPL campano a partire dall’anno 2010?), appesantiti da uno stato di agitazione del personale viaggiante, sacrosanto e giustificatissimo.
L’ineffabile assessore (il più esautorato della Repubblica Italiana), non avendo alcuna voce in capitolo per chiamare l’EAV  a rendere conto di una irresponsabile gestione del problema, invoca addirittura l’azione penale nei confronti dei lavoratori già frustrati nella loro dignità, privati di attese e di speranze, esposti quotidianamente a rischi di incolumità personale a causa degli effetti disastrosi prodotti nei servizi dalla ottusa gestione che caratterizza il trasporto pubblico campano a partire, appunto, dal 2010 in poi.
Naturalmente non manca nel suo farneticante messaggio all’utenza , al Prefetto, ai cittadini, ai profughi, agli emigranti e agli astronauti il suo solito stupido richiamo al passato. Il che autorizza l’intervento dello scrivente.
L’assessore minaccia multe, ammende e penali alla “sua” azienda, ignaro che multe, ammende e penali dovranno essere pagate alla fine da lui medesimo (cioè dalla Regione).
Mah! Un don Chisciotte moderno, però un po’ più patetico di quello originale.
Trenta euri negati ad un gruppetto di lavoratori (ne hanno pieno diritto!), ma trecentomila euri vengono programmati per tre amici giornalisti incaricati di tessere le lodi del nostro ingegnere che galleggia nelle nuvole e per nasconderne accuratamente i demeriti.
Così va la regione Campania!
Napoli 3-10-2014 Raffaello Bianco

P.s.
Mi sono illuso di trovare Vetrella e/o Polese  negli studi di Julie Italia, invitati alla trasmissione “il Corvo”; i due piccoli eroi continuano a disertare il confronto a cui si erano dichiarati baldanzosamente disposti. Peccato!
Durante l’incontro (al quale per la verità mi sono sentito abbastanza estraneo, tenuto conto dell’argomento trattato) è venuta fuori la macroscopica illegittimità commessa da Polese in ordine ad una assunzione in EAV di un tizio da destinare al servizio di Caldoro, benefattore a cui deve evidentemente molta gratitudine.
E dire che lo stesso Polese ha avuto l’ardire di sottoscrivere ed inviare “una messa in mora” all’ex Amministratore della Sepsa Raffaello  Bianco (cioè allo scrivente), salendo su un pulpito traballante per i limiti di competenza e di autorevolezza, minato anche da un sostanziale difetto di legittimazione, essendo stato egli stesso illegittimamente nominato amministratore di EAV da Caldoro, in violazione di una legge regionale paradossalmente promulgata dall’illuminato Presidente.
Per quella “messa in mora”, cioè per quella iniziativa temeraria (ed anche idiota), attendo ancora le scuse.