giovedì 21 gennaio 2016

Il Pdl imponeva le assunzioni all`Eavbus in crisi



CORRIERE DEL MEZZOGIORNO NAPOLI E CAMPANIA

Edizione del 21/01/2016


LE INCHIESTE SULLA POLITICA
Il Pdl imponeva le assunzioni all`Eavbus in crisi

Di Titti Beneduce


    L'Eavbus era già in crisi, ma Domenico De Siano e Luigi Cesaro imponevano ancora assunzioni con cui premiavano i loro fedelissimi. Emerge dall'informativa della squadra mobile di Napoli che è agli atti dell'inchiesta sugli appalti per i rifiuti in tre Comuni: Lacco Ameno, Forio d'Ischia e Monte di Procida. Per questa vicenda una richiesta di arresti domiciliari nei confronti di De Siano è stata inviata al Senato, mentre all'ex presidente della Provincia è stata notificata un'informazione di garanzia.

LE INTERCETTAZIONI DE SIANO E CESARO

  Nella lunga informativa sono indicati gli incarichi di cui hanno beneficiato gli amici di De Siano e Cesaro in Sapna, Eav e Gesen; una situazione che gli investigatori definiscono «occupazione militare delle società pubbliche» e «di distribuzione feudale di riconoscimenti». Un elenco di persone da assumere in Eav viene fornito da Antonio Trofa, all'epoca dei fatti consigliere comunale di Forio (paradossalmente, è uno dei tre firmatari dell'esposto che ha fatto scattare le indagini sugli appalti). De Siano lo fa proprio e delega il suo factotum Oscar Rumolo a provvedere. De Siano: «Ho detto cosi, adesso ti chiama Antonio Trofa, ti deve segnalare una cosa per l'Eavbus. Tu chiama Roberto. Vedi che io l'ho già chiamato e gli spieghi il problema qual è». Passa una settimana, Rumolo non ha ancora provveduto e De Siano va su tutte le furie. De Siano: «Sì, ma tu ci devi portare i curriculum (imprecazione). I curriculum di quelli, adesso». Rumolo: «E va bene, io glieli posso portare anche mercoledì, perché poi mi hanno convocato mercoledì alla Gesen e glieli vado a portare un momento». Alle assunzioni in Eavbus era interessato anche Giosy Ferrandino, sindaco di Ischia poi arrestato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Cpl Concordia. Ferrandino è del Pd, quindi, in teoria, rivale di De Siano. Ma, come già in occasione del condono edilizio, anche in questa vicenda i due hanno evidentemente interessi comuni. Parlando con Rumolo, Ferrandino esprime rammarico per il fatto che un incontro all'Eavbus è stato rinviato. Ci sono, purtroppo, validi motivi. Rumolo: «Dice che là sta un casino, non possono pagare gli stipendi». Ciò nonostante, la pratica va avanti. Nei giorni successivi, infatti, Rumolo rassicura Trofa. Rumolo: «Ieri sono stato alla riunione, ha detto che lo stanno preparando il provvedimento». Lo stesso Rumolo è tra i beneficiati: Cesaro lo promuove dal collegio sindacale al consiglio di amministrazione di Eav. Ma è anche in Gesen, come gli conferma Felicio De Luca, presidente del cda. De Luca: «Sì Oscar, ho parlato proprio ieri con Gigino, eh... Io faccio il presidente e voi due i consiglieri. Mi ha detto pure i compensi, ho stabilito i compensi».

mercoledì 20 gennaio 2016

Triplicati gli incassi



Di seguito la nota pubblicata sul profilo ufficiale EAV

EAV, a dicembre triplicati gli incassi grazie al servizio civile controlleria
Cari amici dell’EAV
Il mese di Dicembre 2015 ha registrato un boom di incassi da biglietteria. Si registra infatti a Dicembre 2015 rispetto a Dicembre 2014 un incremento del 175 per cento, passando da un milione circa di ricavi del dicembre 2014 a 2,8 milioni di ricavi del dicembre 2015. Abbiamo quasi triplicato gli incassi ma non è un caso.
Ricordiamo che il primo dicembre 2015 è stato varato il “servizio civile controlleria”, che prevede che all’attività tradizionale di controlleria posta in essere dal personale dedicato, si è affiancata un’attività supplementare, su base volontaria, di tutto il personale amministrativo - compreso i dirigenti ed il Presidente - che una volta al mese lasciano la propria scrivania e vanno ai tornelli.
I dati finali provvisori 2015 dei ricavi da traffico EAV settore ferro sono dati molto positivi. Su base annua, da 24,6 milioni di euro del 2014 siamo passati a 34,1 milioni del 2015 con un incremento di circa il 39 per cento. Si tratta di un percorso positivo avviato già nella prima parte dell’anno 2015, che ha subito una forte accellerazione nella seconda parte dell’anno.
Il dato poi del mese di Dicembre ci lascia particolarmente soddisfatti. Nel 2016 quest’attività verrà condotta con ancora maggiore incisività con un dirigente dedicato e responsabile del servizio controlleria.
Nel settore della gomma il flusso dei ricavi da traffico nel 2015 resta sostanzialmente stabile rispetto al 2014: porta il segno meno durante tutto l'anno tranne che nei mesi di Novembre e Dicembre; in tale ultimo mese i ricavi aumentano del 60 per cento.
Se l’EAV mostra di credere in se stessa possiamo cambiare pagina. Naturalmente non basta aumentare i ricavi con la lotta all’evasione. I problemi finanziari strutturali del passato non si risolvono in questo modo e soprattutto la qualità del servizio deve essere migliorata. Su questo punto occorre fare moltissima strada ed è indispensabile che il parco treni venga potenziato. Abbiamo in corso commesse importanti ma la luce la vedremo soltanto nel medio termine.
Soltanto quando il servizio sarà efficiente e puntuale potremo vedere i ricavi da traffico crescere in maniera ancora più soddisfacente, riportandoci su livelli di civiltà di standard europeo.
Ringrazio tutto il personale dell’EAV che ha creduto in questa iniziativa del “servizio civile controlleria”. Siamo all’inizio di un lungo percorso che deve vederci tutti impegnati in prima linea.
Umberto De Gregorio

"Siamo sotto di 750 milioni"


ROCCO TRAISCI



Parla il nuovo manager della Eav: «Situazione disastrosa, ecco il piano»

«Siamo sotto di 750 milioni»

Parla il nuovo manager della Eav: «Situazione disastrosa, ecco il piano» «Siamo sotto di 750 milioni» «Non vi spaventate. La Eav è indebitata per 750 milioni di euro». Caspita! Dovrebbe spaventare soprattutto lui, Umberto De Gregorio, commercialista e manager, presidente del consiglio di amministrazione della Eav dallo scorso 27 Luglio. Una sorta di commissario nominato dalla Regione, visto che stiamo parlando di un debito vecchio di almeno una quindicina di anni: «E pensare che con la giunta regionale Caldoro si erano addirittura trovati i soldi per pareggiare i conti, furono spese risorse pubbliche per 300 milioni di euro ma il debito è rimasto sempre lo stesso». Le ragioni le spiega proprio lui, davanti alle telecamere di Retemia, intervistato da Metropolis Napoli. «Perché non si sono chiusi contenziosi bonari con le ditte che detenevano gli appalti. Le passate gestioni hanno preferito andare avanti con le cause, pur avendo torto. Un debito di 7 milioni, che si poteva chiudere con una transazione, è arrivato a 100 milioni. Ecco come si spiega questa massa debitoria. Non si tratta di sprechi o di ruberie, come si potrebbe pensare, ma a uno strano sistema con cui si è deciso di affrontare una serie di procedure». Ma i problemi legati al parco mezzi, al personale e al costo delle stazioni hanno inciso comunque sulle casse di una società che di milioni ne costa appena 9. «Ed è per questo che - rispondendo agli utenti su Facebook - che non si possono abbassare le tariffe. Ma una riduzione, tutto sommato, c'è stata: da giugno gli studenti non pagano i trasporti pubblici, vi sembra poco?» Questa la situazione dell'Eav: al 31 dicembre 2014 la holding della mobilità presenta in bilancio un valore della produzione di 288 milioni di euro, debiti per 508 milioni, altre passività stimate in 267 milioni, un patrimonio netto inferiore a 10 milioni di euro, crediti per 592 milioni di euro. Oltre 2900 i giudizi in corso. Il rischio, pronti via, anche una lunga vertenza con i lavoratori delle ditte di pulizia. Vertenza mai cominciata con la chiusura di una accordo. «Sì, dopo lunga e complessa trattativa, abbiamo risolto, con la collaborazione responsabile dell'impresa appaltatrice, dei sindacati e dei lavoratori, e grazie anche all'intervento dell'assessore al lavoro Sonia Palmeri, una vertenza sul passaggio di cantiere per la gara di pulizia su parte del trasporto ferro. Siamo riusciti a salvare il posto di lavoro a 12 persone e questo costituisce - sempre - grande motivo di soddisfazione». Il prossimo step? «Una decina di nuovi treni, che in realtà dovevano già far parte del nostro parco mezzi da diversi anni. Un'altra vicenda che si è arenata. Al tema dei debiti si è affiancata anche una pessima qualità dei servizi, con un crollo passeggeri incredibili. Per la Circum siamo passati da 40 milioni di passeggeri all'anno a 30 milioni. Per la Cumana da 20 milioni a 12. Un disastro, se consideriamo che a Milano invece il trend è esattamente l'opposto. Dobbiamo raggiungere altri standard». De Gregorio ha poi lanciato un'idea singolare: i dirigenti che si travestono da ispettori nelle stazioni, per contenere il fenomeno dei "portoghesi", di chi non paga il biglietto. Purtroppo in molte stazioni di periferia i tornelli non esistono. Perché bisognerebbe pagare?: l NUMERI CHOC Questa La situazione deLL'Eav: al 31 dicembre 2014 la holding della mobilità presenta in bilancio un valore della produzione di 288 milioni di euro, debiti per 508 milioni, altre passività stimate in 267 milioni, un patrimonio netto inferiore a 10 milioni di euro, crediti per 592 milioni di euro. Oltre 2900 i giudizi in corso «Non mi chiedete cosa succede a Baiano, a Poggiomarino o alla stazione di Moregine perché non lo so. Ma insieme ai dirigenti dell'Eav sono stato personalmente a controllare le stazioni della cumana. Se non vedo non so»

 METROPOLIS SU RETEMIA CON I VERTICI EAV

Giovedì alle 15.50 sul canale satellitare 274 di Retemia andrà in onda la trasmissione "Diciamolo noi", dove sarà intervistato il Presidente de c.d.a dell'Eav Umberto de Gregorio.

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Un buco da 750 milioni


20 Gennaio 2016


Trasporti, un buco da 750 mln I pendolari

ROCCO TRAISCI Studenti, impiegati, professionisti, anche qualche politico di provincia, commercianti, rappresentanti: in una parola, i pendolari. Che sono proprio quelli che - come un orologio a pendolo - ogni giorno vanno avanti e indietro, sia a Napoli città (tra centro e periferie) sia nelle aree di confine, quella vesuviana e quella flegrea. Sono loro i protagonisti di un forum virtuale organizzato dal nostro quotidiano, che attraverso Facebook ha posto un quesito molto semplice in rete, passando anche per gruppi di discussione specifica come quello della Circumvesuviana, che ha migliaia di clic e di iscritti. La domanda è stata semplice: siete soddisfatti dei trasporti campani? Quali sono a vostro avviso i problemi - se ci sono - dei mezzi pubblici che collegano le città? Ci hanno risposto in molti, con commenti anche pertinenti, segno che il tema è molto sentito. D'altronde sono 42 milioni gli utenti annui che si servono dei mezzi gestiti dalla Eav (treni circum e funicolare), oggetto di questa piccola analisi sullo stato in cui versa la mobilità napoletana. Purtroppo lo scenario che è venuto fuori è drammatico, anche se molte criticità sono in via di risoluzione. Tanti i temi affrontati nel dibattito, come la questione dei treni "soppressi" o degli "scioperi improvvisi", posta da Salvatore Ferraro, fotoreporter napoletano che viaggia da Somma a Portici ogni mattina: «I disagi? Chi ci rimette è solo l'utenza sia per le manovre sbagliate della dirigenza, sia per le modalità di protesta totalmente fuori luogo dei dipendenti. Come ad esempio la cancellazione improvvisa dei treni che sfugge quindi alla regolamentazione e costringe gli utenti a tornare a casa con mezzi propri senza alcun avviso vista anche la mancata presenza del personale in tantissime stazioni». Enrico Sicignano da Scafati invece pone l'accento sulla nascita del consorzio unico: «Prima con i soldi del biglietto o l'abbonamento pagavi direttamente la Circumvesuviana, (o la Sepsa o la Sita) ora i soldi vanno prima in Regione che li spartisce tra le varie aziende di trasporto partecipate». Andrea Chiariello viaggia tutte le mattine da Castellammare ad Aversa, passando per Napoli: «Treno 7.40 da Via Nocera a Castellammare di Stabia. Strapieno e arriva sempre in forte ritardo. Prendo il treno da Napoli alle 8.48 per Aversa, spesso capita addirittura di perderlo. Prima c'erano altri 2 treni FS che potevo prendere da Napoli ad Aversa erano alle 9.04 e 9.10 ma con l'orario invernale sono stati cancellati, quindi se perdo il treno delle 8.48 devo aspettare quasi un'ora in stazione!». Emanuela Boccarusso arriva invece da Sarno: «Tratta Sarno-Napoli, ormai le corse sono ogni ora ed è quindi sempre strapieno, in particolar modo negli orari di punta inoltre parte spesso il treno nuovo quindi più piccolo. Di conseguenza nei treni si viaggia ammassati e, a parer mio, violando ogni norma sulla sicurezza dei viaggiatori!» Raffaele Guido è un macchinista della Circum, che chiarisce una serie di questioni legata all'organizzazione delle corse: «È impossibile organizzare il servizio anche mezz'ora prima, per colpa dell'insufficienza numerica e fatiscenza manutentiva in cui versa il materiale rotabile. Detto in parole povere: il dirigente che dispone le partenze non può prevedere che il materiale rotabile che torna dalla precedente corsa sia riutilizzabile per quella successiva. In quanto alla disorganizzazione amministrativa che ha causato l'insufficienza numerica e manutentiva che subiamo noi come lavoratori e voi come viaggiatori, ebbene, mi avvalgo della facoltà di non rispondere, perché nonostante la mia educazione e autocontrollo difficilmente riuscirei a non essere offensivo e quindi querelabile». Marco Scognamiglio pone l'accento sui cantieri aperti nelle stazioni e sui famosi tornelli: «Come mai i lavori di raddoppio del tratto Torre Annunziata Pompei Santuario sono fermi a Boscotrecase? Non sarebbe il caso di
installare tornelli che permettono l'accesso ai treni solo a coloro provvisti di biglietto? Come negli stadi (quelli che ci stanno attualmente non li ritengo tali)». Marilia MeraMente Storti lavora a Chiaia: «Per arrivare da Chiaia a Garibaldi c'è solo il treno più antico della città (non scherzo la tratta Pozzuoli - Garibaldi fu la prima) che oggi si vuole chiamare metropolitana, e poi per pochi metri, da Garibaldi al centro direzionale, bisogna cambiare circuito e andare a prendere la circumvesuviana ... e per quei pochi metri se ne va una mezz'ora, se va bene, ma bene bene. Insomma, Chiaia è mal collegata, soprattutto ai centri "operativi", e nessuno da quelle parti prende minimamente in considerazione il mezzo pubblico. Eppure parliamo di una zona che dovrebbe costituire il fiore all'occhiello e di innegabile bellezza, è triste assistere all'incapacità di valorizzare le bellezze che immeritatamente "zazzeriamo". E ce le teniamo pure ben nascoste...sfido un turista ad arrivarci per caso...». Francesco Enrico Gentile arriva dalla provincia, parcheggia l'auto a Napoli e poi utilizza mezzi pubblici: «Lascio l'auto al Parcheggio Brin. Tempi di attesa medi per autobus che dalla periferia est portano al centro: 1 ora». Antonio Pannullo è un avvocato di Castellammare ed ex consigliere del Pd: «Una famiglia di 4 persone da Castellammare a via Toledo andata e ritorno spende 28 euro chiedi una formula per agevolare le famiglie e quindi disincentivare uso delle auto». Maria Oddone è un'ex studentessa, ma si serve spesso di mezzi pubblici: «Circumvesuviana presa per anni per andare all'università... treni circolanti al limite della sicurezza e del buonsenso, mi vergognavo per le risatine e lo sguardo di disapprovazione dei turisti a bordo... oltre alla ricca fauna di persone che lo affollano regolarmente senza biglietto, tra i fuoriusciti dal manicomio di Aversa e il reduci del circo Barnum...non si richiedono miracoli ma solo la normalità per un paese che si dice europea. Una volta mi hanno fatto la multa perché sul biglietto non si vedeva bene il timbro dell'obliteratrice... dici che dovevo ricaricarlo io l'inchiostro a via Nocera». Anche Carla Rossetti è un'ex studentessa, oggi lavora a Napoli: «Potrei raccontarne di ogni tipo. La cosa fondamentale è che i mezzi sono in numero davvero troppo esiguo e che l'area metropolitana di Napoli e completamente tagliata fuori dalla città». Ana Patricia è una ragazza di origini brasiliane che vive a Torre del Greco da quand'era bambina. Anche lei pendolare ed ex studentessa: «Quanti disagi e... bestemmie... tra trenni soppressi, orari sballati, un caos totale quando bisogna entrare nei vagoni, tra spintoni e ressa».


martedì 19 gennaio 2016

Trasporti e società straniere

L'analisi di Diodato Pirone sul Messaggero


"Ma chi l'ha detto che il Tpl debba per forza essere sinonimo di inefficienza?"

Ma chi l'ha detto che in Italia il trasporto pubblico locale deve essere per forza sinonimo di inefficienza, di clientelismo e di montagne di soldi bruciati? A giudicare dall'assalto che fior di società straniere stanno dando agli autobus pubblici di decine di Comuni, Province e Regioni italiane si direbbe il contrario. L'ultima notizia in ordine di tempo - si legge sul Messaggero - arriva da Cremona, che da ieri è la prima città italiana che ha affidato al 100% il suo trasporto pubblico alla Arriva, società inglese che fa capo alla Deutsche Bahn, l'azienda delle ferrovie tedesche.

Arriva è già presente a Torino, Imperia, Lecco, Bergamo, Brescia, Udine, Trieste e altrove. Mentre i francesi di Ratp sono sbarcati a Modena, a Firenze, anche in piccoli centri come Palestrina e hanno Roma nel mirino. Una "invasione" che si spera porterà più efficienza e che presto sarà seguita da altre città. Anzi probabilmente da un'intera Regione: la Toscana.

Poco più di due mesi fa la filiale italiana di Ratp, guidata da due manager come Bruno Lombardi e Filippo Allegra, cresciuti a pane e bus nei trasporti romani, si è aggiudicata la gestione di tutti i trasporti locali (ferrovie compresi) di Firenze e dell'intera Toscana poiché la Regione ha deciso di unificare 20 piccoli gestori in un solo operatore. L'intesa non è ancora operativa perché c'è di mezzo la trafila dei ricorsi al Tar (Ratp ha battuto Bus Italia, società FS), ma il segnale è chiarissimo: il trasporto pubblico italiano sta per cambiare passo.

Non è cosa da poco perché gli autobus e i treni locali costano la bellezza di 5 miliardi all'anno ai contribuenti italiani. Una somma enorme pari a 13.700.000 al giorno di soldi pubblici che vanno a ripianare i deficit di oltre 10.000 società pubbliche (e private convenzionate) la cui missione ufficiale sarebbe quella di assicurare agli italiani il diritto al trasporto ma che troppo spesso sono palestra del clientelismo politico, sindacale e manageriale. L'arrivo degli stranieri segnerà la svolta?

Ieri Leopoldo Montanari, amministratore delegato di Arriva Italia in una intervista a La Stampa sul caso Cremona ha usato espressioni che meritano d'essere riportate: «Noi facciamo utili ovunque operiamo - ha detto - Ma non sto dicendo che le aziende pubbliche in quanto tali sono mal gestite perché il settore può produrre utili purché ci sia un vero mercato. E una gestione sana porta anche a relazioni sindacali costruttive».

Qualche segnale positivo c'è: dopo sette anni di palude è stato appena firmato il nuovo contratto nazionale per i 100.000 lavoratori del settore. Ma la vera prova del nove per il futuro del trasporto pubblico italiano si giocherà a Roma. Qui opera la più grande azienda del settore, l'Atac, un miliardo di fatturato ma in preda ad una crisi gravissima testimoniata da 1,7 miliardi di debiti.

Qui Ratp per ora ha messo gli occhi sulla linea Roma-Lido dove 90.000 viaggiatori ogni giorno vengono seviziati fra partenze annullate (664 solo nel mese di agosto) e rotture giornaliere dei treni. Davvero saranno gli stranieri a "liberare" i pendolari romani?

Gli stranieri nel business del trasporto LECCO Sal bus: 97 COMO Asf bus: 310 TORINO Sadem bus: 200 IMPERIA Rtl bus: 27 BRESCIA Sia bus: 284 Saia bus: 162 FRANCIA BERGAMO Sab bus: 367 CREMONA bus: 108 UDINE Saf bus: 449 TRIESTE TT bus: 280 FIRENZE Atf e Gest Autobus e tram GERMANIA PALESTRINA (ROMA) 80 bus SCANDICCI (FI) Li-nea 126 bus AREZZO-SIENA- GROSSETO (linee provinciali e treni locali) TFT e RFT trasporti provinciali o collegamenti con gli aeroporti trasporti cittadini

Cagliari, frontale tra due treni

Corriere Della Sera
19 Gennaio 2016



Cagliari, frontale tra due treni feriti i macchinisti e 50 passeggeri

Di Alberto Pinna

Due treni della metropolitana leggera carichi di ragazzi che andavano a scuola si sono scontrati frontalmente alla periferia di Cagliari. Più di 60 i feriti, 4 sono gravi, ma non in pericolo di vita, fra i quali i due macchinisti rimasti incastrati nelle cabine di guida e liberati dai vigili del fuoco. L’impatto fra i due treni poco dopo le 8; la linea è a binario unico, probabilmente non ha funzionato uno scambio automatico e i convogli si sono trovati improvvisamente di fronte. I macchinisti non sono riusciti ad azionare il freno di emergenza e l’urto non ha potuto essere evitato. I due treni viaggiavano a velocità moderata in un tratto che scorre fra Cagliari e la frazione di Pirri, vicino a un supermercato. A bordo c’erano più di 150 persone, pendolari che raggiungevano il posto di lavoro e studenti, saliti a bordo nella fermata precedente. Tutti gli ospedali di Cagliari sono stati posti in stato di allerta e hanno sospeso gli interventi ordinari. La non alta velocità ha limitato il numero dei feriti. Una quarantina hanno riportato contusioni e sono stati dimessi. I macchinisti e un ragazzo hanno dovuto essere ricoverati con fratture e in stato di choc.


L’incidente
I treni erano composti di due vagoni ciascuno. Erano partiti verso le 7,30 dai rispettivi capolinea e hanno compiuto regolarmente oltre metà del percorso. Via Vesalio è proprio fra Cagliari e Pirri, ai margini del centro città. I binari scorrono fra un viale alberato e una strada a traffico intenso. C’è una curva che riduce la visibilità. I treni l’hanno imboccata a velocità fra i 30 e i 40 all’ora. Uno dei convogli, secondo le prime testimonianze, è riuscito a rallentare, l’altro ha proseguito la marcia. Primi racconti di alcuni studenti:”All’improvviso lo schianto e siamo finiti tutti per terra. Qualcuno è riuscito ad azionare l’apertura delle porte di emergenza e ci siamo precipitati fuori”: Pochi minuti dopo i primi soccorsi, sotto gli occhi di molti genitori. “Stiamo cercando di estrarre la scatola nera - ha detto uno dei dirigenti dell’ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti), la società che gestisce anche una parte dei trasporti interurbani di Cagliari - e soltanto dopo potremo sapere che cosa esattamente sia accaduto. Certo però i due treni non dovevano essere su quello stesso binario”.