CORRIERE DEL MEZZOGIORNO NAPOLI E CAMPANIA
giovedì 21 gennaio 2016
Il Pdl imponeva le assunzioni all`Eavbus in crisi
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO NAPOLI E CAMPANIA
mercoledì 20 gennaio 2016
Triplicati gli incassi
"Siamo sotto di 750 milioni"
Un buco da 750 milioni
20 Gennaio 2016
installare tornelli che permettono l'accesso ai treni solo a coloro provvisti di biglietto? Come negli stadi (quelli che ci stanno attualmente non li ritengo tali)». Marilia MeraMente Storti lavora a Chiaia: «Per arrivare da Chiaia a Garibaldi c'è solo il treno più antico della città (non scherzo la tratta Pozzuoli - Garibaldi fu la prima) che oggi si vuole chiamare metropolitana, e poi per pochi metri, da Garibaldi al centro direzionale, bisogna cambiare circuito e andare a prendere la circumvesuviana ... e per quei pochi metri se ne va una mezz'ora, se va bene, ma bene bene. Insomma, Chiaia è mal collegata, soprattutto ai centri "operativi", e nessuno da quelle parti prende minimamente in considerazione il mezzo pubblico. Eppure parliamo di una zona che dovrebbe costituire il fiore all'occhiello e di innegabile bellezza, è triste assistere all'incapacità di valorizzare le bellezze che immeritatamente "zazzeriamo". E ce le teniamo pure ben nascoste...sfido un turista ad arrivarci per caso...». Francesco Enrico Gentile arriva dalla provincia, parcheggia l'auto a Napoli e poi utilizza mezzi pubblici: «Lascio l'auto al Parcheggio Brin. Tempi di attesa medi per autobus che dalla periferia est portano al centro: 1 ora». Antonio Pannullo è un avvocato di Castellammare ed ex consigliere del Pd: «Una famiglia di 4 persone da Castellammare a via Toledo andata e ritorno spende 28 euro chiedi una formula per agevolare le famiglie e quindi disincentivare uso delle auto». Maria Oddone è un'ex studentessa, ma si serve spesso di mezzi pubblici: «Circumvesuviana presa per anni per andare all'università... treni circolanti al limite della sicurezza e del buonsenso, mi vergognavo per le risatine e lo sguardo di disapprovazione dei turisti a bordo... oltre alla ricca fauna di persone che lo affollano regolarmente senza biglietto, tra i fuoriusciti dal manicomio di Aversa e il reduci del circo Barnum...non si richiedono miracoli ma solo la normalità per un paese che si dice europea. Una volta mi hanno fatto la multa perché sul biglietto non si vedeva bene il timbro dell'obliteratrice... dici che dovevo ricaricarlo io l'inchiostro a via Nocera». Anche Carla Rossetti è un'ex studentessa, oggi lavora a Napoli: «Potrei raccontarne di ogni tipo. La cosa fondamentale è che i mezzi sono in numero davvero troppo esiguo e che l'area metropolitana di Napoli e completamente tagliata fuori dalla città». Ana Patricia è una ragazza di origini brasiliane che vive a Torre del Greco da quand'era bambina. Anche lei pendolare ed ex studentessa: «Quanti disagi e... bestemmie... tra trenni soppressi, orari sballati, un caos totale quando bisogna entrare nei vagoni, tra spintoni e ressa».
martedì 19 gennaio 2016
Trasporti e società straniere
L'analisi di Diodato Pirone sul Messaggero
"Ma chi l'ha detto che il Tpl debba per forza essere sinonimo di inefficienza?"
Arriva è già presente a Torino, Imperia, Lecco, Bergamo, Brescia, Udine, Trieste e altrove. Mentre i francesi di Ratp sono sbarcati a Modena, a Firenze, anche in piccoli centri come Palestrina e hanno Roma nel mirino. Una "invasione" che si spera porterà più efficienza e che presto sarà seguita da altre città. Anzi probabilmente da un'intera Regione: la Toscana.
Poco più di due mesi fa la filiale italiana di Ratp, guidata da due manager come Bruno Lombardi e Filippo Allegra, cresciuti a pane e bus nei trasporti romani, si è aggiudicata la gestione di tutti i trasporti locali (ferrovie compresi) di Firenze e dell'intera Toscana poiché la Regione ha deciso di unificare 20 piccoli gestori in un solo operatore. L'intesa non è ancora operativa perché c'è di mezzo la trafila dei ricorsi al Tar (Ratp ha battuto Bus Italia, società FS), ma il segnale è chiarissimo: il trasporto pubblico italiano sta per cambiare passo.
Non è cosa da poco perché gli autobus e i treni locali costano la bellezza di 5 miliardi all'anno ai contribuenti italiani. Una somma enorme pari a 13.700.000 al giorno di soldi pubblici che vanno a ripianare i deficit di oltre 10.000 società pubbliche (e private convenzionate) la cui missione ufficiale sarebbe quella di assicurare agli italiani il diritto al trasporto ma che troppo spesso sono palestra del clientelismo politico, sindacale e manageriale. L'arrivo degli stranieri segnerà la svolta?
Ieri Leopoldo Montanari, amministratore delegato di Arriva Italia in una intervista a La Stampa sul caso Cremona ha usato espressioni che meritano d'essere riportate: «Noi facciamo utili ovunque operiamo - ha detto - Ma non sto dicendo che le aziende pubbliche in quanto tali sono mal gestite perché il settore può produrre utili purché ci sia un vero mercato. E una gestione sana porta anche a relazioni sindacali costruttive».
Qualche segnale positivo c'è: dopo sette anni di palude è stato appena firmato il nuovo contratto nazionale per i 100.000 lavoratori del settore. Ma la vera prova del nove per il futuro del trasporto pubblico italiano si giocherà a Roma. Qui opera la più grande azienda del settore, l'Atac, un miliardo di fatturato ma in preda ad una crisi gravissima testimoniata da 1,7 miliardi di debiti.
Qui Ratp per ora ha messo gli occhi sulla linea Roma-Lido dove 90.000 viaggiatori ogni giorno vengono seviziati fra partenze annullate (664 solo nel mese di agosto) e rotture giornaliere dei treni. Davvero saranno gli stranieri a "liberare" i pendolari romani?
Gli stranieri nel business del trasporto LECCO Sal bus: 97 COMO Asf bus: 310 TORINO Sadem bus: 200 IMPERIA Rtl bus: 27 BRESCIA Sia bus: 284 Saia bus: 162 FRANCIA BERGAMO Sab bus: 367 CREMONA bus: 108 UDINE Saf bus: 449 TRIESTE TT bus: 280 FIRENZE Atf e Gest Autobus e tram GERMANIA PALESTRINA (ROMA) 80 bus SCANDICCI (FI) Li-nea 126 bus AREZZO-SIENA- GROSSETO (linee provinciali e treni locali) TFT e RFT trasporti provinciali o collegamenti con gli aeroporti trasporti cittadini
Cagliari, frontale tra due treni





